Polonia : il Ghetto di Cracovia (Krakow) 1941 – 1943

by Roberto Poeti

Storia passata e recente della Polonia

Ho fatto di recente un viaggio in Polonia. Non conoscevo questo paese, ho ricevuto una impressione molto forte. E’ un paese la cui popolazione ha una elevata e diffusa cultura, un senso civico e un sentimento di appartenenza nazionale molto forti.  Nemmeno ero al corrente della sua storia. Il rinascimento, il seicento e poi l’illuminismo hanno lasciato tante tracce nelle città e nella cultura. Artisti e architetti del nostro rinascimento e del seicento hanno soggiornato e lavorato nelle città polacche, in particolare a Cracovia. Si ha l’impressione di essere nella culla della civiltà europea. Ma nessun paese ha pagato un prezzo così alto alla dittatura nazista e poi a quella sovietica. La tragedia ha investito in particolare la comunità ebraica. Questa comunità era perfettamente inserita e il paese non ha mai conosciuto l’intolleranza religiosa. E’ un paese profondamente cattolico dove nessuna strega fu mai bruciata nel rogo. L’inquisizione non vi mise mai le sue radici. Questa gente tollerante, civile, fu oggetto della più feroce intolleranza e inciviltà. La sua capitale Varsavia venne rasa al suolo e la sua popolazione decimata. Anche Cracovia, la seconda città della Polonia subì la furia dei nazisti, sebbene sia stata risparmiata dalla distruzione.

La città di Cracovia

Parlerò di quello che avvenne a Cracovia (Krakow ).   A Cracovia ho conosciuto e visitato i luoghi della memoria di questa sofferenza. Ebrei e non ebrei polacchi hanno conosciuto lo stesso destino. Ma, come in tante altre parti d’Europa, fu soprattutto la parte ebrea della popolazione polacca a subire la brutalità del regime nazista.   Cracovia è una città bellissima, monumentale, con i suoi quartieri di palazzi e chiese che raccontano il passato, un traffico leggero e tanti tram a rotaia che la solcano facendoci sentire nell’ottocento. E’ una città tranquilla fatta per lunghe passeggiate a piedi. La parte vecchia della città, Stare Miasto, è in gran parte pedonale, e la sua bellezza e nobiltà ti colpiscono. La gente è educata, civilissima, tollerante, non ci sono strade o quartieri dove ti senti insicuro o in ansia.

Cracovia sotto il nazismo

All’inizio dell’anno 1939 il paese e questa città furono occupati dalle truppe naziste . La gente di razza ebrea venne , da li a poco ,  fatta oggetto di misure razziste  . Agli   ebrei fu subito proibito di usare i mezzi pubblici , di frequentare i parchi e altri luoghi  pubblici  . Erano il preludio ai fatti tragici che seguirono . Nel 1941 i nazisti individuarono un’area della città di circa venti  ettari  , che comprendeva circa trecento edifici abitati da  3000 persone , che doveva costituire il ghetto della  comunità ebraica . L’area si trovava al di la del fiume Vistola , appena passato il grande ponte di ferro Pilsudski. Gli abitanti che vivevano in questa area  furono spostati in altre parti di Cracovia , mentre vennero forzati ad abitarci gli ebrei che prima vivevano a loro volta sparsi  nella città. Il 20 marzo 1941 iniziò questo trasferimento .

Un esodo  forzato

Per alcuni giorni ci fu un flusso ininterrotto di carri  trainati da cavalli e di intere famiglie . Dai 3000 abitanti precedenti la popolazione passò a 18000 . I metri quadrati a disposizione per persona furono fissati a due e molti appartamenti vennero occupati contemporaneamente da diverse famiglie creando una condizione di affollamento spaventoso . Si svilupparono forti  tensioni e conflitti interpersonali . Ma per molti il ghetto risultò all’inizio un luogo dove , malgrado tutto , ci si sentiva più sicuri .La popolazione del ghetto aumentò ancora nei mesi successivi  fino a 24000 abitanti . Le cattive condizioni igieniche , la fame insieme all’isolamento coatto sempre più duro  resero la vita nel ghetto drammatica  . Iniziò successivamente , in più fasi ,  lo svuotamento progressivo del ghetto fino al suo definitivo smantellamento nel settembre 1943 .I suoi abitanti furono portati a più riprese  in diversi campi di concentramento per trovarvi la morte,  uccisi  dai nazisti . Tutte quelle persone che si vedono nel film sono state uccise dai nazisti ! 

Un documento dell’esodo per il ghetto di Cracovia

 Questo è  un   documento sulla tragedia che ha vissuto la popolazione ebrea di Kracow (Polonia) durante l’occupazione nazista 1939 – 1945. Il documento in oggetto è un breve filmato, degli anni 40, girato durante il forzato trasferimento degli ebrei di Krakow nel ghetto. Il filmato, anche se tecnicamente scadente, è una testimonianza drammatica, che ho sentito la necessità di condividere. Il filmato è stato registrato durante la sua proiezione nella Farmacia – Museo di Plac Zgody di Cracovia , pertanto la qualità delle immagini è inferiore al documento originale . Le immagini si riferiscono al trasferimento forzato della popolazione ebraica di Cracovia  nel ghetto appositamente creato. Per alcuni giorni centinaia di carri pieni di masserizie faranno la spola tra i quartieri degli ebrei e il ghetto . 

Alcune testimonianze toccanti

Accanto a qualche sorriso , quello che colpisce però  è la sensazione generale di smarrimento  della gente ,  direi di rassegnazione . Il filmato è un documento doloroso  , il pianto silenzioso del vecchio rabbino è il momento più  straziante .  La gente che attraversa il ponte in entrambe le direzioni e invade le strade dell’area del ghetto . La classe di bambini che in fila traslocano, portando ciascuno la propria sedia  per ricostituire la scuola , mostra che ancora  quella gente   continuava ad avere speranza , e che la continuità della vita quotidiana si affermava sulla disperazione dell’ignoto . Una cosa del film mi ha fatto pensare : in tutto il film non vediamo mai la presenza di un soldatotedesco  , o di una persona in divisa militare ,  non c’è bisogno della forza perchè le truppe naziste facciano eseguire il trasferimento coatto . Alle famiglie ebree è già stato requisita la casa , confiscati molti beni  contenuti nelle case , eppure questa gente  , in modo disciplinato , sembra quasi accettare la sua  sorte .

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Le immagini del ponte di ferro Pilsudski , la città vecchia e il ghetto

L’industriale Oskar Schindler 

 Poco distante dal ghetto sorgeva la fabbrica di vasellame dell’industriale Oskar Schindler.In essa vi lavoravano circa 1000 ebrei. Schindler riuscì a salvarli , portando questi operai con se quando trasferì la sua fabbrica in Cecoslovacchia .

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La farmacia del Ghetto di Tadeus Pankiewicz

Nel ghetto si trovava una farmacia il cui proprietario era non ebreo .    Venne proposto al farmacista   , dai nazisti , di lasciarla in cambio di una farmacia più remunerativa  , requisita ad una famiglia ebrea , che si trovava nel centro di Cracovia . La farmacia era la sola a trovarsi in questo luogo. Il Dott. Tadeus Pankiewicz , proprietario della farmacia ,si rifiutò di abbandonare la zona del ghetto.  Operò a favore della popolazione fornendo  medicinali per tutto il tempo dell’esistenza del ghetto .

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