L’analisi dei minerali di Berzelius
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Nel giornale di CHIMICA e FARMACIA e Scienze accessorie” di Antonio Cattaneo, anno 1824, compare una memoria di Jons Jacob Berzelius ( 1779- 1848), dove fa la storia dell’analisi condotta sui minerali con il cannello o tubo ferruminatorio, conosciuta nel mondo anglosassone con il termine Blowpipe. E’ una storia in formato breve, attraverso i protagonisti, ma efficace. La ripropongo in questo blog perché per il grande chimico analista Berzelius è stato lo strumento di elezione nella sua indagine sui minerali. Ho poi scoperto che questa memoria riportata sul giornale di Cattaneo è ripresa dal trattato “ANALISI CHIMICA D’ OGNI SPECIE DI MINERALI da eseguirsi facilmente colla cannella dei saldatori ” scritto nel 1821 da Berzelius e tradotto in Francia e Italia l’anno successivo. Alla fine dell’articolo allego in formato PDF il trattato.
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STORIA DEL CANNELLO O TUBO FERRUMINATORIO
. . DEL SIG. BERZELIUS.
I lavoratori nei metalli si servono , per le piccole saldature, di uno strumento denominato cannello, col quale essi dirigono la fiamma di una lampada su dei piccoli pezzi di metallo assicurati sul carbone, e li riscaldano , fino a tanto che abbiano fatto entrare in fusione la lega che forma la saldatura. Quest’ istrumento fu per lungo tempo adoperato nelle arti, prima che si pensasse di applicarlo agli sperimenti chimici, che si fanno con la via secca. Secondo ciò che abbiamo appreso da Bergman, Antonio Swab (1) fu il primo che ne fece l’applicazione negli assaggi dei minerali , volgeva l’anno 1738.
(1) Consigliere delle miniere, Svedese , uomo di un talento straordinario , per il suo tempo ; la Metallurgia della Svezia può dare molte prove del suo raro merito.
Anton von Swab (1702-1768)
https://fr.wikipedia.org/wiki/Anton_von_Swab
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Swab non lasciò alcuno scritto su questo proposito , e non si sa fin dove egli abbia spinte le sue ricerche , che fece per mezzo di questo strumento. Cronstedt, che pose le fondamenta della mineralogia chimica, la cui penetrazione sorpassò talmente il secolo in cui egli visse, che non ha potuto riuscire a farsi intendere dai suoi contemporanei;

Axel Fredrik Cronstedt (1722-1765)
https://en.wikipedia.org/wiki/Axel_Fredrik_Cronstedt
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Cronstedt si è servito del cannello per discernere i minerali fra loro, per mezzo dei reattivi fusibili ; il cui oggetto era di produrre sulle sostanze minerali sottoposte alla loro azione delle modificazioni , per le quali si può conchiudere qualche cosa relativamente alla composizione di queste sostanze , la quale serviva di base alla classificazione nel sistema di Cronstedt. Importava a lui molto di trovare dei mezzi onde determinare le differenze di composizione dei corpi, benché di lunga durata potessero essere. Al tempo di Cronstedt, le comunicazioni fra i dotti non esistevano tanto, come lo sono in oggi moltiplicate; ora ogni piccola aggiunta ai metodi già conosciuti di scrutinare la natura , è fatta , tosto che essa ha ricevuto l’esistenza, di diritto di tutti quelli che si occupano di una stessa scienza. La maggior parte dei dotti si occupavano allora ciascuno dal canto loro , e progredivano nella scienza senza saputa gli uni degli altri, senza alcun soccorso, tranne l’esperienza della passata generazione, che costituiva in certo qual modo il pubblico tesoro. Fu in questo modo che ad un’epoca, in cui nessuno sospettava ancora l’eccellenza del modo di applicare il cannello , per determinare le sostanze minerali, Cronstedt portò questo scientifico mezzo a un grado di perfezione, che non ha potuto essere che il frutto di un ostinato lavoro. Siccome in quell’epoca non si otteneva l’onore di una generale attenzione per piccoli servigi resi alle scienze, e i dotti d’allora non sentivano tanta premura come quelli del giorno d’oggi di pubblicare il frutto delle loro meditazioni , così Cronstedt , che al momento non ardiva farsi conoscere come autore del sistema di mineralogia, che ha eternata la sua memoria , pensò ancor meno a descrivere a dilungo il nuovo uso del cannello , ed i metodi ch’egli aveva seguiti. Esso non pubblicò i risultati delle sue ricerche, ad altro fine, fuorchè potessero servire a distinguere i minerali fra loro, rappresentando i caratteri particolari delle diverse specie (1).
Von Engestrom , che nel 1765 pubblicò in Inghilterra una traduzione del sistema di Cronstedt , vi aggiunse un trattato del cannello, in cui egli indicava particolarmente i processi di Cronstedt, come anco i risultati principali della sua applicazione ai fossili che si conoscevano allora.
Von Engestrom (1738-1813)
https://en.wikipedia.org/wiki/Gustaf_von_Engestr%C3%B6m
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Questo trattato (2) non fu veduto dal pubblico che nel 1770 fu tradotto e pubblicato in lingua svedese da Retzius, nell’anno 1773. Quest’opera fissò l’attenzione generale dei dotti , su lo strumento prezioso, del quale essa manifestava l’uso , e fu subito dopo trasportata nella maggior parte delle lingue d’Europa.
(1) La prima edizione della sua opera fu presentata al pubblico nell’anno 1758.
(2) An Essay towards a system of Mineralogy by CRONSTEDT , translated from the Swedish by G. von ENGESTRÖM, revised and corrected by MENDES DA COSTA. Londra 1770.
Egli è d’uopo nullostante convenire , restando contenti di ciò che Von Engestrom aveva insegnato, che l’introduzione del cannello fra i chimici ed i mineraloghi, non ebbe da principio altro vantaggio che di dargli un mezzo di provare la fusibilità dei corpi, e qualche volta la loro solubilità nel vetro del borace. Le cagioni di questo originale stagnamento non sono difficili a riconoscersi. Primieramente, egli è d’uopo una certa abitudine nell’ adoperare il cannello per potere senza fatica , e senza inconvenienti per la salute, produrre sulle sostanze, che si sottopongono alla sua azione, un effetto da cui si possa dedurre qualche cosa; ora , questa abitudine non si acquista che con un penoso esercizio, che non si abbraccia volontieri prima di essere sicuro , che i vantaggi , che si otterranno , potranno risarcire la fatica che sono costati. Qui non è tutto ; allora quando si sappia far servir bene il cannello , è d’uopo, per poter conchiudere qualche cosa di quello che si vede, avere già veduto molto, e sapere raffrontare il risultato che si ottiene con quelli che si sono ottenuti precedentemente. Prima che siasi arrivato a questo punto gli assaggi con il cannello non danno il più delle volte, che risultati incerti, del cui valore non si può farsene un’idea; mancanza di non sapere trarne partito. Da un’altra parte egli è difficile di mettersi a portata di conoscere bene l’uso del cannello , con la semplice lettura delle opere che ne trattano : egli è necessario prendere lezione da uno sperimentato maestro, per non essere trattenuto dalle difficoltà, delle quali lo scioglimento è qualche volta semplicissimo , benchè lo si abbia lungo tempo cercato invano. Tali furono le cause che si opposero alla propagazione dell’ arte del cannello, dappertutto, altrove, tranne nella Svezia. Quelli che hanno veduto operare Cronstedt e Von Engestrom fecero come loro, e ci hanno trasmesso l’uso di quest’ istrumento . Bergmann spinse più lungi le sue osservazioni di Cronstedt , ed estese l’uso del cannello fuori dei limiti della mineralogia , e fino nel dominio della chimica inorganica , e questo strumento divenne nelle sue mani un mezzo inestimabile di riconoscere nelle ricerche analitiche delle piccolissime quantità di materia metallica. Bergmann trattò con i reattivi, che Cronstedt avea adoperati, il più gran numero de’ minerali conosciuti a’ suoi tempi; esso fece la descrizione dell’azione loro, e perfezionò molti degli strumenti necessari per le sue sperienze. Esso pubblicò a questo soggetto un trattato che fu ben presto stampato in latino , a Vienna , 1779 (1) , e dopo fu tradotto in Svedese, e pubblicato da HJELM , 1781.

Torbern Bergman (1735-1784)
https://en.wikipedia.org/wiki/Torbern_Bergman
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(1) T.BERGMANN, Comment. de tubo ferruminatorio ejusdemque usu in explorandis corporibus , præsertim mineralibus. Vindobonæ, 1779
In queste sperienze , Bergmann, a cui la salute non permetteva un lavoro seguitato, tale come quello di cui si occupava, era assistito da Gahn , che , ne’ suoi studi mineralogici, si era particolarmente occupato dell’uso del cannello , a causa della prontezza , con cui questo istrumento diede dei risultati precisi.

Johan Gottlieb Gahn: Swedish chemist and metallurgist (1745–1818). Discoverer of manganese
https://it.wikipedia.org/wiki/Johan_Gottlieb_Gahn
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Le operazioni ch’esso fece sotto gli occhi di Bergmann, che gli fece passare a revista tutti i minerali , che si conoscevano allora , gli hanno fatto apprendere come ciascun di loro si comporta all’azione del cannello. Assistito da questa esperienza esso continuò a servirsi di questo strumento per qualunque specie di ricerche chimiche e mineralogiche. Divenne a tal oggetto finalmente tanto abile, che poteva, per mezzo delle reazioni prodotte dal cannello, segnare in un corpo la presenza delle sostanze , che , ricercate con la via umida erano sfuggite all’analisi la più accurata. In tal modo , allorquando Ekeberg gli domandò la sua opinione sull’ossido di tantalo , nuovamente scoperto , di cui gliene ha mandato un piccolo saggio , Gahn ha scoperto subito che conteneva dello stagno , benchè questo metallo non vi fosse che per 1/100.
Anders Gustaf Ekeberg (1767-1813)
https://it.wikipedia.org/wiki/Anders_Gustaf_Ekeberg
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Molto tempo prima che si agitasse la questione di sapere se le ceneri dei vegetabili contenevano del rame , io l’ho visto più volte estrarre con il cannello dalle differenti specie di carta, di cui egli riduceva un quarto di foglio in cenere , delle particelle assai riconoscibili di rame metallico.
Gahn, quando viaggiava, portava seco lui il cannello, e tutte le nuove sostanze, che esso incontrava cammino facendo, erano immediatamente messe alla prova; era in allora qualche cosa d’interessante il vedere la prestezza e la sicurezza, con le quali esso determinava la natura di una materia, ch non si poteva riconoscere dalle esterne sue proprietà. L’uso continuo ch’egli faceva del cannello, il condusse ad immaginare i perfezionamenti in tutto quello che aveva relazione con l’uso stesso, tanto per il laboratorio, come per i viaggi. Esso passò a revista una moltitudine di reattivi per trovare nuovi mezzi onde arrivare alla conoscenza di certe sostanze , e tutto questo fu concepito ed eseguito con tanta sagacità e precisione , che i risultati ch’esso ottenne furono sempre della specie di quelli, ai quali si può implicitamente fidarsi. Nulladimeno non gli venne mai al pensiero di descrivere i nuovi metodi e generali, che aveva trovati , benchè egli si affaticasse per farli apprendere a coloro che erano desiosi d’istruirsi. Molti dotti stranieri , che furono a dimora con lui, hanno fatta palese la sua straordinaria abilità in questo genere di operazioni , ma non hanno appreso un’ esatta cognizione dei suoi metodi , o non gli hanno pubblicati (1).
(1) Il sig. professore HUSMANN è il solo che abbia dato un ragguaglio un poco esteso dei servigi che il cannello o tubo ferruminatorio ha reso alla scienza , in una Memoria inserita nel Mineral Taschembuch di LEONHARD , dell’anno 1810.
Io sono stato abbastanza fortunato per godere con quest’ uomo si ammirabile di un commercio famigliare , e per molti altri riguardi , durante gli ultimi dieci anni di sua vita. Esso non ha risparmiato alcuna fatica per trasmettermi tutto quello, che poteva, delle sue cognizioni, acquistate con una lunga esperienza; ed io vivamente ho sentito l’obbligazione che aveva contratta verso il pubblico di perpetuare, per quanto stava in me, i frutti de’ suoi lavori. Alle sollecite mie preghiere , compose egli stesso ciò che avvi di più importante in quello che io ho dato sul cannello, e su l’uso che se ne può fare , nella seconda parte dei miei Elementi di Chimica (1);
(1) Lärbok i Kemien, 24 dra delen. Stockholm, 1812, facc. 473 e seguenti.
questo è tutto quanto abbiamo di lui su tale proposito. Esso non ha mai scritto memorie risguardanti i risultati delle sue sperienze sui minerali ; ed allorquando a causa dell’età la ricordanza dei fatti ch’egli aveva osservato cominciava ad indebolirsi, insisteva soventi sulla necessità di esaminare e di annotare con diligenza i fenomeni che presentano i diversi minerali negli assaggi con il cannello. Io ho intrapreso, dietro invitazione sua, un esame di questo genere , ch’egli si proponeva di riscontrare in seguito con il cannello alla mano, allo scopo che, là, dove i nostri risultati si trovassero differenti, noi potessimo riconoscere le cause di queste differenze , ed evitare in tal modo qualunque inesatto annunzio. Questo doppio esame, che prometteva alla scienza sì importanti risultati, fu dalla sua morte impedito. Essa fu inaspettata, e lo raggiunse troppo presto, benché lunga fosse stata la sua vita. Nel resto dell’Europa non vi ebbe che un solo fisico, ma in contraccambio, un fisico distintissimo, che ha fatto uno studio profondo sull’uso del, cannello, e che ha assoggettato alla sua prova un gran numero di sostanze minerali. Questo fu H. di Saussure , celebre per le sue ricerche geognostiche sulle Alpi svizzere.

Saussure, Horace-Bénédict de (1740-1799)
https://it.wikipedia.org/wiki/Horace-B%C3%A9n%C3%A9dict_de_Saussure
Il sig. di Saussure se n’è servito principalmente, come lo aveva fatto Cronstedt, per riconoscere e discernere i minerali ; e benchè esso vi abbia fatto delle aggiunte , e perfezionato in alcune parti, esso è rimasto molto lungi retro di Gahn, relativamente ai risultati che ha ottenuti per mezzo del cannello.
Vedi anche l’altro articolo in questo blog
Storia dell’Analisi Chimica Qualitativa Blowpipe – Roberto Poeti Chimica
IL TRATTATO DI BERZELIUS


