La sintesi dell’Urea di Wöhler 1828

by Roberto Poeti
La sintesi dell’Urea di Wöhler

Nel 1828 Friedrich Wöhler (1800-1882) pubblica un articolo  negli Annalen der Physik und Chemie, 88, Lipsia “dal titolo Sulla produzione artificiale di urea “nel quale espone in modo molto sintetico la sua  scoperta della sintesi dell’urea.

Di seguito  è la traduzione dell’articolo:

 

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Il significato della sintesi

La sintesi dell’Urea di Wöhler è stata oggetto di studio da parte  del chimico e storico della scienza  Otto Theodor Benfey che vi ha dedicato un bellissimo saggio ” The  Laboratory Preparation  of Urea – A  Breakthrough in Organic Chemistry“.  Nel suo saggio  illustra gli aspetti chimici che stanno alla base del lavoro di Wöhler , ne  valuta la risonanza che ebbe nell’ambiente dei chimici dell’epoca e il ruolo che svolse  nella critica alla teoria Vitalistica . Quest’ultima riteneva la produzione di molecole  organiche fuori dalla portata dei mezzi chimici e fisici  .

Di seguito è la traduzione del suo saggio :

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Friedrich Wöhler

Wöhler ha ventotto anni quando ottiene questo risultato. Si era laureato in medicina a Heidelberg, ma il suo maestro Leopold Gmelin lo sprona a coltivare la sua abilità sperimentale come chimico. Grazie al suo interessamento trascorre un anno a Stoccolma lavorando con Berzelius, con cui in seguito continuerà a mantenere rapporti stretti.

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Friedrich Wöhler (1800-1882)

 

 

 

 

 

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La teoria dualistica di Berzelius

La chimica del primo novecento era fortemente dominata dalla teoria dualistica di Berzelius.

 

 

Jöns Jacob Berzelius (1779-1848)

 

 

 

 

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I fenomeni di elettrolisi che vennero studiati dopo la scoperta della pila di Volta contribuirono all’isolamento non solo di molti elementi ma alla creazione di una teoria che spiegava la formazione dei composti con l’attrazione che si instaurava tra una parte positiva e una negativa. Così poteva essere spiegata la formazione degli ossidi acidi e basici e i loro sali, dove i metalli costituenti migravano ad un polo o elettrodo, mentre i non metalli migravano all’altro, come accadeva nell’elettrolisi delle sostanze fuse o in soluzione.

Il complesso modo organico

Se questo schema concettuale ebbe successo nei composti inorganici non così fu per quelli organici. Qui un gruppo di soli quattro elementi dava origine ad un numero enorme di composti con un largo intervallo di composizione e spesso di notevole stabilità, malgrado il fatto che solo un gamma limitata di composizione poteva portare ad un massimo di neutralizzazione elettrica, come invece accadeva nelle molecole inorganiche.

Le difficoltà della sintesi organica

La mancanza di una spiegazione alla complessa natura dei composti organici aveva costituito un grosso ostacolo ai tentativi di sintesi di questi composti. Vi era inoltre una obbiettiva difficoltà nelle procedure di sintesi anche semplici e una maggiore difficoltà  di stabilire la composizione dei composti organici  mediante analisi elementari. A favorire e completare questo isolamento del mondo organico contribuivano le teorie vitalistiche.  Queste, sotto varie forme, consideravano i processi del mondo vivente e quindi la riproduzione delle sue molecole possibili solo con interventi di specifiche forze che non erano comprese in quelle fisiche e chimiche. E’ in questo panorama che si inserisce la sintesi  della prima molecola considerata organica , l’urea , da parte  di Wohler .

La storia dell”analisi dei composti organici

https://www.robertopoetichimica.it/la-composizione-delle-sostanze-la-combustione/

La sintesi dell’urea riprodotta in laboratorio  per gli studenti

https://www.robertopoetichimica.it/la-sintesi-dellurea-di-wholer-una-esperienza-di-laboratorio/

 

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